giovedì 27 dicembre 2012

Nefelomanzia


Un veloce passaggio per farvi sapere che Di fumo e d'inchiostro rimarrà in letargo almeno fino all'inizio dell'anno nuovo, e per segnalarvi l'incursione di un blog vicino, Nefelomanzia, nel mondo dei fumetti. Si tratta ovviamente di una recensione di Portugal che io, mea culpa, non ho ancora letto - nonostante se ne parli come di uno dei fumetti dell'anno. Ma ora so da chi farmi prestare la preziosa copia...

Nel frattempo, buon inizio di 2013!

lunedì 17 dicembre 2012

Longshot Comics, o del fumetto non disegnato


Shane Simmons, Longshot Comics. La lunga e inutile vita di Roland Gethers, ProGlo Edizioni, Genova 2011 (prima edizione 2007)
Edizione originale canadese: The Longshot Comics Book 1: The Long and Unlearned Life of Roland Gethers, Eyestrain Productions, 1993


Dopo aver parlato di fumetti senza parole, ecco un fumetto senza disegni.
Be', non è del tutto vero: longshot, in ambito cinematografico, indica il campo lungo, quell'inquadratura tanto ampia da far risaltare più l'ambiente che i personaggi. Peccato che qui l'ambientazione non ci sia: sullo sfondo bianco, Shane Simmons rappresenta i suoi personaggi come puntini, che si muovono sospesi in vignette quadrate e regolarissime.
Sì, un campo lungo che dura ben 3840 piccolissime vignette, distribuite in 56 pagine anch'esse quadrate, di 17x17cm. 

martedì 4 dicembre 2012

Milano per il goloso, o di una lettrice che ama il gelato


Maria-Angela Silleni, Milano per il goloso 2013, La Pecora Nera Editore, Roma 2012.

 

Ovviamente non è un fumetto. Ma si sa che dietro ogni lettore di fumetti si nasconde uno sgranocchiatore seriale di patatine o una romantica degustatrice di tisane, quindi l'argomento è perfettamente a tema.
Poi c'è anche il fatto che l'autrice sono proprio io, Estuan alias Maria-Angela Silleni, e non potevo perdere l'occasione per mettermi un po' in vetrina!

Il libretto in questione è una guida alle botteghe del gusto milanesi, dalle pasticcerie alle enoteche alle cioccolaterie etc, suddivise in 14 categorie merceologiche e 17 aree cittadine. È disponibile in versione cartacea e come app per melafonini e melatavolette (niente androidi, pare che siano ancora degli scrocconi e non tirino fuori un euro). Garantisco che ogni bottega è stata esplorata e assaggiata con cura - in particolar modo le gelaterie.

mercoledì 28 novembre 2012

Love, o il fumetto silenzioso


Frédéric Brrémaud, Federico Bertolucci, Love. La volpe, Edizioni BD, Milano 2012.
Edizione originale francese: LOVE - Le Renard, Ankama Éditions, 2012.


La prima cosa che colpisce in Love. La volpe sono i disegni, curatissimi. Ciascuna vignetta è un'illustrazione a sè, costruita con attenzione nei colori, nella luce e negli equilibri.
Poi si nota la mancanza dei testi.

martedì 20 novembre 2012

Lucca Comics & Science


Al Lucca Comics 2012 ha debuttato una nuova serie di incontri: Lucca Comics & Science, rassegna a cura di Roberto Natalini e Andrea Plazzi. L'idea alla base è quella che i fumetti, come la prosa, possano essere utilizzati per trasmettere diversi tipi di conoscenza: uno di questi è la divulgazione scientifica

Io ho partecipato a uno degli incontri come spettatrice, Gianluigi Filippelli lo ha fatto da relatore: qui, su Lo Spazio Bianco, potete leggere la nostra cronaca a quattro mani.

sabato 17 novembre 2012

Cuore di terra, o del vantaggio del testo


Lorenzo Bartoli e Walter Venturi, Cuore di terra, Edizioni BD, Milano 2011.
Prima edizione: Cuore di terra, in «Skorpio», nn.27-33, 2003.

 

Cosa nasce prima in un fumetto, i disegni o i testi?
Di norma nasce prima la sceneggiatura, che contiene già i testi, almeno abbozzati.

Cuore di terra è un'eccezione. Come viene spiegato da Tito Faraci nella postfazione, Walter Venturi ha prima disegnato il fumetto, e poi cercato qualcuno (Lorenzo Bartoli) che aggiungesse i testi. Certamente un minimo di progettualità era comunque presente: non esisteva una sceneggiatura scritta, ma Venturi aveva ben chiaro il soggetto. Tanto che nelle prime bozze (pubblicate sempre alla fine dell'albo) alcuni baloon e relativi testi erano già presenti.

domenica 11 novembre 2012

Rime di rabbia, con personale integrazione


Bruno Tognolini, Rime di rabbia, Salani Editore, Milano 2010.
Illustrazioni di Giulia Orecchia.


Una delle conseguenze della mostra della Salani è stata la conoscenza con questo libretto: per me, una delle rivelazioni del 2012.
Il libello contiene «cinquanta invettive per le rabbie di tutti i giorni», alcune delle quali decisamente divertenti. Si tratta di filastrocche rivolte per lo più ai bambini e adattabili agli adulti, secondo il principio per cui l'espressione contenuta della rabbia è cosa buona e giusta. Inoltre, l'epigrafe è una citazione dalle Songs of Experience di William Blake, e già questo è una garanzia.

Vi riporto qualcuno dei miei nuovi versi preferiti:


venerdì 9 novembre 2012

Scorci di Lucca Comics


Qualche foto del Lucca Comics & Games 2012. La fiera si è svolta dal 1° al 4 novembre, e ha raggiunto la cifra record di 180.000 visitatori paganti. La piccola città è stata invasa, i lucchesi si sono lamentati (ma molti sono stati gentili e felici), il biglietto costa sempre un po' di più. Ma è davvero un evento dall'atmosfera unica, immancabile.

giovedì 1 novembre 2012

Da Pinocchio a Harry Potter: i primi 150 anni della Salani


 «Se tutta questa roba fosse stampata a garbo, fosse illustrata e fosse venduta a poco prezzo, ci sarebbe il caso di incontrare e di far del bene.»
Adriano Salani. Tipografo Editore Fiorentino, Tipografia Salani, Firenze 1910, pp.18-19.


La casa editrice Adriano Salani Editore ha festeggiato i 150 anni d'attività, con poco ritardo rispetto alla Repubblica Italiana. Per celebrare l'avvenimento in grande stile, coinvolgendo in qualche modo anche i lettori, è stata organizzata a Milano una mostra delle copertine e delle illustrazioni che hanno accompagnato sin dalla nascita la casa editrice. 

lunedì 22 ottobre 2012

Armadilli, polpi e bulldog francesi


Zerocalcare, Un polpo alla gola, Bao Publishing, Milano 2012.
Nell'immagine sopra, la copertina nella variante Nerd Edition


Grande successo per le presentazioni milanesi di Un polpo alla gola, la nuova fatica a fumetti di Zerocalcare. Alla Fnac e alla fumetteria Alastor Michele Rech, alias Zerocalcare, è stato assediato dai fan, desiderosi di un autografo e di un disegnino dell'armadillo. Io, come da tradizione, amo i cattivi: e quindi mi sono fatta dedicare Corrado, il più classico dei bulli scolastici.

lunedì 15 ottobre 2012

Zerocalcare 2. Il ritorno


Zerocalcare torna a Milano. Come la volta scorsa, mi è sembrato il caso di fare un po' il punto sulla situazione, riunendo le informazioni attualmente sparse su una varietà di siti e social network.

Innanzitutto, il neo-glorificato fumettista romano si sdoppierà, e presenzierà a ben due appuntamenti.

Giovedì 18 alle 18 sarà alla Fnac di via Torino. Qui, circondato dai suoi disegni originali in mostra fino al 28 ottobre, racconterà creazione e implicazioni del suo nuovo libro, Un polpo alla gola. La presentazione coincide con il lancio milanese del volume: ma consiglierei di acquistarlo qui solo in caso di irresistibile impazienza, e di attendere ancora meno di ventiquattro ore.

giovedì 11 ottobre 2012

E il fumetto si fece app, ovvero Scott Pilgrim in digitale


Bryan Lee O'Malley, Scott Pilgrim, Rizzoli Lizard, Milano, 2010.
Edizione originale USA: Scott Pilgrim, Oni Press, 2004-2010


Scott Pilgrim è un buon esempio di contaminazione di diversi media. Nonostante l'autore sia canadese (con origini coreane), la storia è narrata nel formato e nello stile dei manga; l'influenza del cinema e dei videogiochi anni '80-'90 è fortissima, sia nello svolgimento della trama sia nella tipologia di narrazione: ad esempio, la maturazione del protagonista è raccontata attraverso il passaggio in "livelli", simili a quelli utilizzati nei giochi di ruolo.

Il fumetto è stato un grande successo negli Stati Uniti, tanto che ne è stato tratto un film - che è ovviamente a sua volta contaminato dal medium fumetto.

giovedì 4 ottobre 2012

Le edizioni digitali BD, o delle magnifiche vignette


Il post su Scott Pilgrim è un lavoraccio. O forse così mi sembra perché ce l'ho in ballo da mesi, e ha avuto tutto il tempo di crescere nella mia testa.
Quindi, per questa volta ho trovato qualcos'altro di interessante di cui parlarvi.

Per la precisione, si tratta delle nuove edizioni per Kindle di BD: il primo editore italiano a utilizzare la tecnologia panel magnification, che rende facilmente leggibili i fumetti anche sugli eBook reader griffati Amazon.

mercoledì 26 settembre 2012

Sugli eComics 2½


Il mondo del fumetto digitale è in rapida evoluzione. E così non ho fatto in tempo a terminare l'ultimo post che già c'è una novità: come prontamente annunciato da Fumettologicamente, presto sarà possibile leggere gli albi digitali Marvel anche in lingue che non siano l'inglese.

È stato infatti concluso un accordo con iVerse, distributore digitale e diretto competitor di Comixology, della cui applicazione vi parlavo la volta scorsa.
La Panini quindi, che al momento possiede la licenza per la distribuzione cartacea tramite il marchio Marvel Italia, non disporrà dei diritti per le edizioni digitali.

Il ceo di iVerse, Jon Goldwater, si è ovviamente dichiarato entusiasta, e ha annunciato che la società si occuperà anche della traduzione, tramite un processo articolato in tre fasi. Una delle quali sarà la TRADUZIONE AUTOMATICA. Rivista da persone madrelingua, certo. Ma, parliamone, la traduzione automatica...l'umanista che è in me si contorce dal dolore. Ne nascerebbe una bella discussione sulla confusione di ruoli autore/editore/distributore, volendo.
 

Le pubblicazioni tradotte saranno comunque disponibili entro la fine dell'anno, e potremo giudicare di persona. Nel frattempo mi sono procurata l'applicazione di iVerse, Comics Plus, e sono pronta a parlarvene.

venerdì 21 settembre 2012

A ogni fumetto il suo formato, ovvero sugli eComics, parte II

Letture quasi autunnali.
  
 Uno dei problemi dei fumetti digitali è la mancanza di un formato standard. Da alcuni anni gli eBooks si sono ormai assestati nell'utilizzo dell'epub, come stabilito dall'International Digital Publishing Forum; niente del genere è stato fatto per gli eComics.
La linea empirica che è prevalsa è stata quella di trattare i fumetti digitali come dei file immagine: da qui tutta una rosa di formati, che spesso richiedono programmi diversi per la lettura.


Le estensioni più diffuse sono:

lunedì 17 settembre 2012

Sugli eComics, intermezzo

Cliccate o trascinate in una nuova scheda per riuscire a leggere i minuscoli bit.

So che fremete dall'ansia, ma non temete, sto lavorando al secondo post sui fumetti digitali. Nel frattempo, vi presento l'infografica di cui sopra, che gira da qualche giorno fra i fumettari informatizzati.
L'immagine è stata realizzata da Kwanza Johnson, digital editor della DC Comics, e pubblicata qui alla fine di agosto. Come viene chiarito nella didascalia, i dati si basano esclusivamente sull'esperienza dell'autore, e vanno quindi presi con le pinze. Ad esempio, secondo Johnson gli e-comics schiacciano le produzioni tradizionali per facilità d'acquisto: ma io non sono così d'accordo. Ricordo chiaramente quando a 16-17 anni volevo comprarmi qualcosa su internet, ma non possedevo neanche uno straccio di carta prepagata...in realtà non sono passati molti anni, ma immagino che oggi i giovani statunitensi siano più emancipati. Per quanto riguarda l'Europa del sud non sarei però così fiduciosa.

Per il resto, l'infografica evidenzia in particolare i vantaggi del digitale per l'editore/autore indipendente: minori costi (intesi come dispendio di denaro e di tempo) di distribuzione, di personale dedicato allo sviluppo, di marketing, di stampa etc. I vantaggi per i lettori sono la maggiore disponibilità e visibilità dei prodotti. Certo, sarebbe un bene avere qualche dato reale: per l'Italia mi sembra non ci sia nessuna ricerca pubblicata, nè sugli eComics nè sugli eBooks. Se ne siete a conoscenza, segnalate pure.

venerdì 14 settembre 2012

Un fumettista canadese a Mantova


«Li uomini poi che 'ntorno erano sparti
s'accolsero a quel loco, ch'era forte
per lo pantan ch'avea da tutte parti.
Fer la città sovra quell'ossa morte;
e per colei che 'l loco prima elesse,
Mantüa l'appellar sanz'altra sorte.» 
Dante, Divina Commedia, Inferno XX, vv.88-93

Dicevamo, Mantova. Il Festivaletteratura si è concluso domenica, e io non potevo mancare all'appuntamento: come da recente tradizione, gita in giornata, condita da tortelli, dolcetti e crolli rituali su panchine e scalini. Peccato per il treno del ritorno alle 18.50, che mi ha impedito di partecipare alla conferenza "Graphic Journalism" di cui vi avevo parlato, perchè era alle 17.45.
Però a Guy Delisle non potevo proprio rinunciare, così sono andata al mini-incontro organizzato da Telecom nel primo pomeriggio (30 minuti, cronometro alla mano degli organizzatori). L'ingresso era libero, nella piazza più frequentata del festival, e ciò si è tradotto in un successone: un'infinità di gente e posti a sedere solo per terra. Il titolo era "Raccontare le zone calde", ed era presente anche Kostas Moschochoritis, il direttore di Medici Senza Frontiere.

venerdì 7 settembre 2012

Il discutibile fascino dello schermo ruvidino, ovvero sugli eComics, parte I


Sony Reader Prs 650


Lo schermo un po' ruvido, così piacevole da toccare e perfino accarezzare, è quello degli eBook reader. Uno strumento sempre più diffuso fra i lettori forti: piccolo, leggero e non retroilluminato, il reader consente di portarsi appresso la Recherche du temps perdu con la stessa leggerezza dell'ultimo Benni. Ma per quanto riguarda i lettori di fumetti? Disegni e baloon sono adatti a uno schermo in bianco e nero, piccolo e con scarse possibilità di zoom? O è meglio ricorrere al cugino fighetto il tablet?

mercoledì 5 settembre 2012

Gossip Supergirl

Immagine a tutta pagina che illustra le relazioni amorose ed erotiche dei supereroi DC Comics.


Da «Vanity Fair», 12 settembre 2012, p.232.
Clicca o trascina in una nuova scheda per ingrandire e leggere tutti i succosi particolari raccolti da Francesca Bussi.

giovedì 30 agosto 2012

Del recente interesse in Italia per il graphic journalism: segnalazioni

Paco Roca, Cronaca di una crisi annunciata, in «Internazionale», n.960-961-962, 3/23 agosto 2012.


Dopo una breve pausa estiva, eccomi di ritorno con una serie di ghiotte segnalazioni.

Innanzitutto, la settimana scorsa, mentre io ero occupata a fare la conoscenza di alcuni simpatici lemuri, su Lo Spazio Bianco è stata pubblicata la mia brevisione (mini-recensione) di Cronaca di una crisi annunciata, prova di graphic journalism di Paco Roca uscita sul penultimo numero di «Internazionale». La storia la trovate intera e in versione digitale nello spazio issuu.com di Tunuè.



Tuttavia, come vi avevo fatto notare anche in passato, il tema del graphic journalism va in realtà di gran moda. E in questo periodo si susseguono una serie di eventi pronti a ricordarcelo.

giovedì 9 agosto 2012

Dykes to Watch Out For


Alison Bechdel, Dykes, traduzione e selezione di Francesco Pacifico, Rizzoli, 2009.
Prima edizione USA: The essential Dykes to Watch Out For, Houghton Mifflin Harcourt , 2008.
Le strisce di Dykes To Watch Out For sono state pubblicate su diversi giornali dal 1983 al 2008.


Conoscete il Bechdel Test? È un test secondo cui un film, per essere valido, deve rispondere a tre semplici requisiti:

1) devono esserci almeno due donne
2) che devono parlare fra di loro
3) a proposito di qualcosa che non sia un uomo.

Ovviamente è un test di stampo femminista, della cui validità si può dubitare. Ha però il sacrosanto pregio di escludere la quasi totalità dei film sul machismo nelle sue varie forme, e di far riflettere sulla parità di genere: un'analoga verifica, rivolta al maschile, probabilmente non inciderebbe minimamente la programmazione cinematografica. Il test, nei suoi quasi trent'anni di vita, ha inoltre raggiunto una discreta popolarità: esiste persino un sito, bechdeltest.com, in cui oltre 3.000 film sono catalogati secondo i tre criteri.

Del Bechdel Test parliamo qui perchè è strettamente legato al mondo del fumetto: deve infatti il suo nome ad Alison Bechdel, che lo rese popolare in una striscia di Dykes To Watch Out For (cioè "Lesbiche a cui fare attenzione") del 1985. L'ideazione è invece attribuita a una delle amiche dell'autrice, Liz Wallace.

mercoledì 1 agosto 2012

Big Man, o dei giganti nell'immaginario


David Mazzucchelli, Big Man, Coconino Press, Bologna, 2000.
Edizione originale USA: Big Man, in «Rubber Blanket», n.3, 1993.


Di David Mazzucchelli avevamo già parlato, grazie al recente successo Asterios Polyp.
Qualche settimana fa mi è però capitata fra le mani l'edizione Coconino di Big Man, una breve graphic novel (un graphic tale?) che risale addirittura al 1993. Inizialmente era comparsa su «Rubber Blanket», una rivista antologica pubblicata dallo stesso Mazzucchelli fra il 1991 e il 1993; la scelta di riproporla singolarmente credo sia stata presa solo in Italia.

Il lavoro comunque vale la lettura e anche una certa dose di riflessione: Big Man è un fumetto nei toni del nero e del seppia, con un tratto essenziale e a volte solo schizzato (si fa addirittura difficoltà a distinguere i volti). Insomma, un fumetto che più che i dettagli suggerisce l'idea generale. 
Ed è proprio questo il punto. Soggetto e sceneggiatura sono firmati Mazzucchelli, ma la trama è un classico dell'immaginario statunitense, frutto di un inconscio collettivo più che di una creazione individuale.

martedì 24 luglio 2012

Black Hole o della narrazione misteriosa


Charles Burns, Black Hole, Coconino Press, Bologna, 2007.
Edizione originale USA: Black Hole, episodi 1-4, Kitchen Sink Press; episodi 5-12, Fantagraphics, 1995-2005.
Prima edizione USA in volume: Black Hole, Pantheon Books, 2005.


Black Hole è decisamente il fumetto più inquietante che abbia mai letto. A partire dal titolo e dalla copertina: letteralmente un buco nero, in cui il ragazzo raffigurato sembra metaforicamente cadere fino a diventare irroconoscibile. Non per niente nella storia non viene spiegato chi sia, nè lui nè il secondo ragazzo raffigurato in quarta di copertina.

Possiamo anzi dire che la non-spiegazione è uno dei cardini di Black Hole: e, come insegnano E.A. Poe e H.P. Lovecraft, si tratta di una delle strategie principi nel creare inquietudine e perfino terrore.

lunedì 16 luglio 2012

L'ultimo grande viaggio di Olivier Duveau


Jali, L'ultimo grande viaggio di Olivier Duveau, Logos, Modena, 2012.
Edizione originale spagnola: El ultimo gran viaje de Olivier Duveau, Astiberri Ediciones, 2009.


Ho scelto questo libro perchè è bello. Ha un aspetto pasciuto e sostanzioso: la copertina, come vedete sopra, è interamente riempita dal titolo del fumetto, ed è bella ruvida e corposa. Anche le pagine sono spesse e ruvidine: girarle dà una certa soddisfazione. E poi, premettendo che io di solito non sono una sniffatrice di libri, ha un sorprendente odore di carta che lo fa sembrare proprio irresistibile. Brava Logos, che mi curi anche gli aspetti materiali - d'altronde, sarà l'unica strada per sopravvivere al digitale.

La storia viene definita "un graphic novel" (io preferisco decisamente il femminile): in realtà, il tono è quello di una fiaba. Una fiaba di quelle antiche o vecchie, alla Andersen, dove una certa dose di crudeltà condisce le imprese dell'eroe di turno. 

lunedì 9 luglio 2012

Dovuto resoconto con qualche rivelazione


Giovedì scorso c'è stata la presentazione milanese della Profezia a colori di Zerocalcare.
Nei giorni precedenti l'evento aveva avuto una spinta di pubblicizzazione da parte della Bao e dal blog www.zerocalcare.it, e il risultato si è visto: all'Alastor alle 17.30 (momento di apertura delle vendite) si snodava già una fila di clienti che serpeggiava fra gli scaffali tipo Gardaland, e i fan calcarei hanno assediato la fumetteria fino a notte fonda - forse anche per sfuggire alle zanzare succhiasangue di via Volta, che probabilmente ricorderanno la serata come l'epoca più felice e ricca di spuntini di tutta la loro vita.

sabato 30 giugno 2012

Cinquemila chilometri al secondo o del colore e della staticità


Manuele Fior, Cinquemila chilometri al secondo, Coconino Press, 2010, Bologna.


«Incrociando rotaie,
seduto su vagoni deserti
ho guardato il presente solcare il passato
fermandomi al vetro.
E il tuo volto ha il colore
di un'estate fantasma
che hai lasciato senza fretta cadere
come un vestito.

da Elena - Siberia (1984)
Federico Fiumani - Diaframma»
Epigrafe di Cinquemila chilometri al secondo.


In un fumetto, il colore o il bianco e nero hanno spesso un significato. A differenza del disegno e del testo però, nella nostra cultura i colori non hanno un codice interpretativo preciso: non vengono utilizzati e letti in maniera strettamente razionale (a meno di casi particolari, come Asterios Polyp), ma hanno una fortissima valenza emotiva. Una colata di nero o una leggera sfumatura rosata sono spesso sufficienti a connotare una tavola.

lunedì 25 giugno 2012

Zerocalcare a Milano + aggiornamento


Mi sembra che sul web nessuno ne parli, così riattivo il servizio avvista fumettisti del blog.

Giovedì 5 luglio alle 19.00 Zerocalcare presenterà a Milano l'edizione a colori della Profezia dell'armadillo, edita dalla Bao Publishing, presso la fumetteria Alastor di via Volta.

[QUI il resoconto dell'evento]

giovedì 21 giugno 2012

Le ragazze nello studio di Munari, o degli intellettuali antiquari


Alessandro Baronciani, Le ragazze nello studio di Munari, Black Velvet Editrice, Firenze, 2010.


Non tutti sono simpatici. Ad esempio, per alcune persone io non lo sono: spesso me ne sto zitta, oppure faccio battute riservate a me stessa (a volte mi basta pensarle, e poi rido), e in faccia mi si dipinge subito quello che penso anche quando non è qualcosa di carino. Però ci sono persone che si mettono d'impegno più di altri nell'essere antipatiche: è una scelta di stile, dopotutto, una way of life.
Una delle strade possibili per chi fosse interessato a quest'arte è leggere Le ragazze nello studio di Munari. Infatti il protagonista, Fabio, è una buona esemplificazione dell'intellettuale antipatico.
Gli ingredienti in questo caso sono:

martedì 12 giugno 2012

Tamara Drewe o della britannicità


Posy Simmonds, Tamara Drewe, Nottetempo, Roma, 2010.
Edizione originale inglese: Tamara Drewe, «The Guardian», 24 settembre 2005 - 20 ottobre 2007.
Traduzione di Susanna Raule. 


Tamara Drewe è un fumetto inglese. Molto inglese: stupisce solo che non compaia Miss Marple di passaggio. Però ci sono le signore con il cappello e la campagna gentile dell'Inghilterra; ci sono, soprattutto, mille personaggi e una trama complicata.

In effetti pare che la storia sia liberamente tratta da un romanzo (che ammetto di non aver letto): Via dalla pazza folla, Thomas Hardy, 1874.
La rivisitazione dell'opera è però profonda. Basti pensare che nel fumetto - pubblicato su «The Guardian» dal 2005 al 2007 - un ruolo fondamentale ce l'hanno chirurgia plastica ed e-mail, forme di comunicazione difficilmente immaginabili da un romanticone come Hardy.
La trama non provo neanche a riassumerla: comprende una casa di campagna adibita a ritiro lavorativo per scrittori, svariati tradimenti e innamoramenti, adolescenti annoiate, una morte accidentale e un omicidio commesso da una mandria di mucche. Chi ha visto il film del 2010, girato da Stephen Frears, sa che in effetti le mucche sono una presenza fondamentale.

giovedì 7 giugno 2012

Nocturno


Tony Sandoval, Nocturno, Tunuè, Latina, 2012.
Edizione originale francese: Nocturno 1, Éditions Paquet, 2008; Nocturno 2, Éditions Paquet, 2009.


La mia recensione su questa graphic novel in realtà la trovate su Lo Spazio Bianco, dove Di fumo e d'inchiostro ha deciso di aprire una succursale. C'è anche un bel titolo altisonante: Nocturno, la mitologia del metal. Come resistere?

lunedì 4 giugno 2012

Velleità


L'estate - e le insistenti richieste altrui - risvegliano i miei istinti da artista della t-shirt.
Ecco quindi cosa ho prodotto la settimana scorsa al posto della recensione: una magliettina con Cthulhu, adatta alle tranquille e pigre giornate estive.

Ps: se qualcuno fosse interessato a t-shirt personalizzate con altri disegni, lovecraftiani o meno, mi faccia sapere, ché potrei decidere di mollare tutto e darmi all'artigianato.


lunedì 28 maggio 2012

La sala da tè dell'orso malese


David Rubín, La sala da tè dell'orso malese, Tunuè, Latina, 2009.
Edizione originale spagnola: La tetería del oso malayo, Astiberri Ediciones, 2006.


Come vi dicevo, un paio di settimane fa leggevo Stefano Benni: anche se fra le sue opere la mia preferita rimane La compagnia dei celestini, si tratta di un autore che in genere dà il meglio di sè nei racconti brevi, nei vari Bar sotto il mare, Bar Sport, etc.
Per pura coincidenza, nello stesso periodo mi è capitata sul comodino La sala da tè dell'orso malese. In realtà quando l'ho acquistato non avevo capito che si trattasse di una raccolta, nonostante il fatto fosse accennato in quarta di copertina: la scelta del confronto è stata quindi del tutto inconsapevole.
O meglio: ho scelto questo fumetto consapevole solo dei tanti premi che aveva vinto, e perchè incuriosita da un'opera che vedevo girare già da un paio d'anni.

Come Benni nei suoi numerosi Bar xxxx, Rubín racconta le storie singole degli avventori di un bar: in questo caso, la sala da tè gestita dall'orso malese Sigfrido.
Il fumetto è ben disegnato, con un tratto sintetico e molto espressivo. È ambientato in una città di medie dimensioni non meglio identificata, in cui convivono esseri umani e animali antropomorfizzati. L'ambientazione è comunque minima, tutto si gioca sui gesti - enfatizzati dalle linee di movimento - e sulle espressioni dei personaggi: un segnale evidente di come l'autore provenga dal mondo dell'animazione.

venerdì 18 maggio 2012

Messaggio per un non-lettore misterioso

 
Mi sono resa conto che in questo blog mancano delle sezioni istituzionali fondamentali, tipo i ringraziamenti. Non c'erano neanche nelle mie tesi di laurea, ma ora sento il bisogno di farli.

Per buona parte delle mie recensioni, io ringrazio l'uomo misterioso dei fumetti. Quell'uomo, o donna, o redazione (come io credo), che vende i propri fumetti nuovi - nel senso di mai sfogliati - e pubblicati da pochissimo alla libreria dell'usato accanto al mio ufficio. Se il libro gli è piaciuto, ne vende una copia sola; altrimenti, almeno un paio - oppure, ci sono almeno due persone nei dintorni che vendono fumetti nuovi di pacca come usati. Così che le graphic novel e i libri illustrati a stento sono sugli scaffali, e io posso invece procurarmeli al 60% del prezzo.

Oh uomo (inteso come essere umano non identificato), io ti ringrazio, ma vorrei farti una proposta che non potrai rifiutare. Non venderli al Libraccio, chiama me! Scrivimi una mail, chiedi di me alla reception dell'ufficio, lasciami un biglietto nel cestino della bici! E proponimi i tuoi volumi prima di venderli: te li pago più della libreria, io risparmio e tu ci guadagni. Solo i librai non ne sarebbero felici, e infatti non ho potuto mettere un bel foglietto A.A.A. sulla loro porta.

E se lo farai, ti lovverò per sempre (a lungo, va').

lunedì 14 maggio 2012

Perché ho ucciso Pierre


Olivier Ka, Alfred, Perché ho ucciso Pierre, Tunuè, Latina, 2009.
Edizione originale francese: Pourquoi j'ai tué Pierre, Delcourt, 2006.


Dopo Habibi e Nocturno, di Tony Sandoval, avevo voglia di leggere qualcosa di divertente.

Così lunedì sono andata in fumetteria: Rat-man non era ancora uscito, e ho cominciato a guardarmi intorno. Nel vuoto. Perchè in Italia si pubblicano così pochi fumetti divertenti? Tutte le graphic novel sono su argomenti terribilmente seri. Ok, far ridere per un volume intero può essere difficile, ma sono sicura che si possa fare, come accade per i romanzi. Qualcuno dovrebbe scriverci un libro - o un post.
In ogni caso, ho spulciato negli scaffali, e mi è capitato in mano il fumetto di cui vedete la copertina. Circa un anno fa ne avevo già lette le prime 20-30 pagine (in piedi davanti allo scaffale), e mi era sembrato promettente. Poi, bei colori accesi, disegni simpatici e protagonista con nasone, l'ennesimo volume della Tunuè mi ha convinto. Lo so, avrei dovuto considerare anche il titolo; ma io sono erroneamente convinta che, se in un titolo si parla di morti, allora l'argomento dev'essere divertente. Un po' come con gli zombie, no?

domenica 6 maggio 2012

Habibi, o del disegno nella scrittura


Craig Thompson, Habibi, Rizzoli Lizard, Milano, 2011.
Edizione originale USA: Habibi, Pantheon, 2011.


Habibi è innegabilmente un'opera complessa e terribilmente affascinante: dopo Blankets, che narrava fatti molto vicini alla sensibilità di un giovane occidentale, Craig Thompson ha deciso di lanciarsi in un racconto ambientato in un paese lontano, islamico, con una cultura e una religione molto distanti da se stesso e dai propri lettori.

Oltre all'ambientazione, è molto caratteristico anche il tipo di narrazione che l'autore ha scelto di usare: gran parte della graphic novel è infatti costituita da una riflessione sulla lingua (araba, ovviamente). Che musica e linguaggio siano legati è innegabile: tutti sappiamo che ciascuna lingua e dialetto hanno un ritmo, una musicalità propri e di solito ben distinguibili.
Bene, per Craig Thompson un fenomeno analogo lega lingua scritta e rappresentazione grafica. Ai fini di una piena comprensione, nell'alfabeto non conterebbe solo il significato delle singole lettere, ma anche la loro forma: il significante di ogni parola avrebbe un proprio un valore, rafforzando il significato vero e proprio. Su questo presupposto si basa tutta la storia di Habibi, ambientata non a caso in un paese di lingua araba: una lingua dall'alfabeto senza dubbio affascinante, con lettere che cambiano di significato e forma a seconda della posizione nella parola.

giovedì 26 aprile 2012

Zerocalcare ♥ Bao Publishing




Ormai è più che evidente: stiamo assistendo in diretta alla nascita e sviluppo del triangolo Zerocalcare-Makkox-Bao Publishing.

Pochi giorni fa infatti, l'ormai noto fumettista blogger romano de Roma (di cui vi avevo parlato in un post precendente) ha annunciato una nuova edizione della Profezia dell'armadillo: il libro, di cui sono già andate esaurite 4 ristampe, verrà ripubblicato dalla Bao Publishing.

giovedì 19 aprile 2012

Mytico!


Mytico!, volume 1, RCS, 2012.
Testi di Stefano Ascari, disegni di Andrea Riccadonna.


Ultimamente il Corriere della Sera sembra essere molto interessato ai fumetti, come si può intuire anche dall'anteprima delle Cronache di Gerusalemme, di cui vi avevo già parlato.

La settimana scorsa ha però deciso di fare un passo in più: addirittura, ha iniziato la pubblicazione di una propria serie a fumetti, di cui sopra vedete la copertina del primo numero.

sabato 14 aprile 2012

Poulet à l'Amelie

Pollo alle prugne, di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, 2011, distribuito da Officine Ubu.
Titolo originale: Poulet aux prunes.


Della graphic novel Pollo alle prugne vi avevo già parlato. Ora ho visto anche il film - nelle sale italiane da prima di Pasqua - e purtroppo ve lo devo dire: non funziona.

Riconosco di non intendermene molto di cinema (pur frequentando assiduamente le sale milanesi): ma se metà della sala cade in catalessi e si rialza stiracchiandosi, allora qualcosa non va.

Innanzitutto, la trama: è esattamente uguale a quella del fumetto. Questo potrebbe in genere essere considerato un bene, come ben sa qualunque fan di un libro trasformato in pellicola. Il problema però è che nella graphic novel in questione non succede praticamente nulla: tutta la narrazione si basa sulle elucubrazioni mentali del protagonista, impegnato nei ricordi nell'attesa della morte.
Se questo funziona bene nel fumetto, dietro una telecamera non lo fa. Lo svolgimento è terribilmente lento, per un film che vuol essere guardato nel 2012.
I registi, Satrapi e Paronnaud, dovevano essere in realtà ben consapevoli di questo problema: infatti hanno ravvivato l'intreccio con effetti magici

martedì 10 aprile 2012

Dei web comics e di Eriadan

Una delle testate di makkox.it


Eccolo qui: come preannunciato, è arrivato l'attesissimo post sui web comics.
Per iniziare, penso sia fondamentale definire cosa si intende con questa parola: non credo esista una definizione ufficiale, quindi ne inventerò arbitrariamente una mia.

I web comics sono fumetti progettati e realizzati espressamente per la pubblicazione e la fruizione su web 2.0.

Non si tratta quindi di semplici fumetti reperibili su internet: un web comics è stato pensato proprio per la lettura sullo schermo di un computer. Possono poi essere raccolti in versione cartacea; ma la loro natura resterà evidente, come quando si legge un libro che non è altro che la raccolta di un blog.
Questo perchè la fruizione su internet ha delle caratteristiche, non solo formali, che influenzano la produzione letteraria e fumettistica che in questo ambiente avviene. Sarebbe impensabile pubblicare Contini, con i suoi periodi da 13 righe l'uno, su un qualsiasi sito web; o meglio, si può fare senza problemi. Ma nessuno andrà oltre la seconda virgola (ecco qui per voi la sfida).

Per quanto riguarda le caratteristiche formali, il tutto si può ridurre a:

domenica 1 aprile 2012

Un amore di cadavere


Pénélope Bagieu, Un amore di cadavere, Rizzoli Lizard, Milano, 2012.
Edizione originale francese: Cadavre Exquis, Gallimard Jeunesse, 2010.


Nonostante il titolo affascinante, il tema della graphic novel non è la necrofilia: o meglio sì, ma in senso più lato. Il cadavere, infatti, è quello inesistente di Thomas Rocher, ambizioso autore di romanzi rosa che ha dato una svolta alla sua carriera fingendo la propria morte: un'operazione di marketing dal successo assicurato!

L'unico problema è che i morti non se ne vanno in giro, e quindi lo scrittore è costretto a vivere barricato in casa, tende tirate e testa china sul pc, a scrivere l'ennesimo best seller da pubblicare come romanzo postumo ritrovato dall'editor Agata, ottima complice ed ex-moglie. A questo punto entra in scena Zoe, la protagonista della graphic novel: ventiduenne, hostess al salone dell'auto di Parigi, insoddisfatta del proprio lavoro e del proprio ragazzo. A causa di un evento molto fortuito e improbabile, Zoe incontra Thomas: i due si conoscono, si innamorano, lei lascia lavoro e fidanzato e va a vivere da lui.
È una ragazza sveglia, ma che non legge molto (non ha mai messo piede in una libreria prima di pagina 87...): ignora quindi lo stratagemma messo in piedi da scrittore ed editor. Tuttavia è molto gelosa del tempo dedicato al romanzo e alla sua revisione, anche perchè quest'ultima operazione comporta visite continue di Agata, alle ore più improbabili; in più, si sente trascurata perchè Thomas rifiuta di uscire di casa insieme a lei, facendosi addirittura consegnare la spesa a domicilio. Un giorno la ragazza esce, in preda allo sconforto, entra nella già citata libreria e scopre la presunta morte di Rocher: comprensibilmente infuriata, minaccia di andarsene, lasciarlo, etc. Il litigio si conclude con la promessa che, finito il libro in cantiere (che sarà il migliore di tutti, trilogia in millemila pagine dal titolo "Le sorelle di sabbia"...), se ne andranno all'estero insieme e vivranno felici.

martedì 27 marzo 2012

L'inverno del disegnatore


Paco Roca, L'inverno del disegnatore, Tunuè, Latina, 2011.
Edizione originale spagnola: El invierno del dibujante, Astiberri, 2010.


Io di Paco Roca avevo già letto la graphic novel Rughe, e mi ero addirittura commossa. Un racconto magistrale sull'alzheimer, la vecchiaia e la vita, che stra-consiglio a tutti. Questo per dire che ero partita con delle aspettative discretamente alte: sapevo che L'inverno del disegnatore non era un romanzo, ma confidavo nell'abilità narrativa di Roca.
In effetti non sono stata tradita.

Credo che quello che più mi piaccia, di questo autore, sia il suo tratto: è netto, senza incertezze, terribilmente immutabile. Eppure espressivo. In Rughe, il solo volto di Emilio riusciva a trasmettere con i suoi piccoli occhi lo spaesamento totale, l'incomprensibilità non della malattia, ma della vita. Nell'Inverno del disegnatore - che ha più personaggi e meno primi piani - , anche solo l'atteggiamento dei protagonisti racconta bene personalità e sensazioni.
E poi c'è questa trovata dei colori: non più pagine bianche, ma colorate. Un colore per ogni stagione in cui si svolge la storia: blu, giallo, rosa e marrone, mischiati in un intreccio non cronologico. Serve per ribadire l'alternanza dei tempi in una storia di ampio respiro, ma trasmette anche diversi stati d'animo: come si può non capire che tutto è finito, se ogni cosa è autunnale e marrone e spenta? E il blu, non significa un congelamento di rapporti e contatti, destinato però non a sciogliersi e non decomporsi?

venerdì 16 marzo 2012

Pollo alle prugne al Wow



Marjane Satrapi, Pollo alle prugne, Sperling & Kupfer, Milano, 2005.
Edizione originale francese: Poulet aux prunes, L'Association, 2004.


Piccolo resoconto dell'incontro con Marjane Satrapi al Wow di Milano.

Lunedì ovviamente sono andata all'incontro di cui vi parlavo: dopo aver passato venti minuti di attesa al telefono per avere l'accredito del Vivimilano, non avevo intenzione di rinunciare al mio privilegio.  
Poi in realtà non c'è stato nessun controllo, è bastato entrare e sedersi su una sedia a caso. E infatti, c'erano molto più delle 70 persone previste: meglio così, evviva gli incontri democratici! Però la prossima volta eviterò di spendere quei 20 minuti di vita.

Per il resto, l'incontro è stato un successo. Marjane Satrapi è stata protagonista assoluta.

mercoledì 14 marzo 2012

Cronache di Gerusalemme: in anteprima sul Corriere


Guy Delisle, Cronache di Gerusalemme, Rizzoli Lizard, Milano, 2012. 


I primi fumetti, a partire da Yellow Kid, sono stati pubblicati sui quotidiani, in strisce quotidiane o tavole domenicali. Negli Stati Uniti quest'abitudine prosegue ancora oggi, mentre in Italia non si è mai affermata: c'è stato qualche tentativo (mi viene in mente Get Fuzzy su Metro), ma niente di più.
Ma i tempi sono cambiati, i quotidiani sono online e compare un nuovo nobile tentativo di diffusione fumettistica: Rizzoli ha concesso al Corriere della Sera - o meglio, dato che sono entrambi Rcs, pubblica sul suo quotidiano - l'anteprima a puntate di Cronache di Gerusalemme, la nuova opera di Guy Delisle. Di questo fumettista e del suo giornalismo grafico vi avevo già parlato qui; mentre sul sito del Corriere, a questa pagina, potete leggere le tavole pubblicate finora. L'edizione cartacea dovrebbe uscire il 4 aprile.

Certo, è un po' triste che per apparire su un quotidiano italiano un fumetto debba fare per forza del graphic journalism; speriamo almeno che sia un inizio, e che l'iniziativa soddisfi i signori editori.

venerdì 9 marzo 2012

Io le pago


Chester Brown, Io le pago. Memorie a fumetti di un cliente di prostitute, Coconino Press-Fandango, Bologna, 2011.
Edizione originale canadese: Paying For It, Drawn & Quarterly, 2011.


Necessaria premessa.
In giro si dice che i lettori di fumetti non siano molto abili nei rapporti sociali. Lo sapevo, ma non pensavo che la cosa mi riguardasse troppo: essendo donna, tendo a esulare dallo stereotipo e me ne disinteresso.
Oggi però ho deciso di essere generosa, e di regalare un insegnamento a tutti quanti (in particolare ai frequentatori del festival BilBolBul di Bologna): se per caso vedete che una ragazza in libreria ha il vostro stesso fumetto in mano, e quel fumetto è quello dell'immagine qua sopra e quindi parla di prostitute, dire «io spero che ci siano gli indirizzi dentro, eheh» non funziona. Non è un grande approccio. 
Poi io vi guardo male, voi vi intimidite e scappate: vedete, non può funzionare! Meglio, chessò, fare commenti arguti sul bel colore rosso della copertina.


Il libro poi l'ho letto in treno: ed ero combattuta fra il non far vedere troppo alla vicina le pagine con le donne e gli uomini nudi, e l'entusiasmo che man mano cresceva.
Perchè Io le pago è un libro a fumetti rivoluzionario.

mercoledì 7 marzo 2012

Marjane Satrapi a Milano


Post lampo!
Vi segnalo che Marjane Satrapi, l'autrice della rivoluzionaria graphic novel Persepolis, lunedì 12 marzo sarà a Milano, in occasione dell'apertura della settimana del Cartoomics.
Alle 18.30 parteciperà a un incontro con i lettori al museo del fumetto Wow, in viale Campania 12; mentre alle 21.00 sarà al cinema Arcobaleno di viale Tunisia 11, per la proiezione in anteprima del film Poulet aux Prunes, tratto dal suo omonimo romanzo grafico. Qui il trailer in italiano.

Purtroppo gli eventi sono riservati ai lettori del Vivimilano: se non riuscite più a trovarne copie in edicola, o se i posti sono tragicamente terminati, forse potete sperare di convincere i ragazzi del Wow a farvi spiare qualcosina. Certo, ci starebbe bene anche una diretta streaming...anche se per il momento l'evento non è neanche segnalato sul loro sito, cosa che non fa ben sperare. 

Aggiornamento:
QUI il mio resoconto dell'incontro.


sabato 3 marzo 2012

Adiós muchachos, o del dialogo nel fumetto


Paolo Bacilieri, Matz, Daniel Chavarría, Adiós muchachos, Rizzoli Lizard, Milano, 2012.
Tratto dal romanzo di Daniel Chavarría, Adiós muchachos, pubblicato in Italia da Marco Tropea Editore, Milano, 2004.


Che fumetti o film tratti da romanzi spesso deludano è un luogo comune; non per questo è meno vero. Di solito, l'impronta del medium originale rimane sempre molto forte, in quanto la storia stessa era stata pensata per funzionare scritta, disegnata o in movimento - in uno solo di questi modi.
Premettendo che il romanzo di Chavarría non l'ho letto, in questo caso in realtà funziona tutto molto bene. Il merito è anche di una trama ricca di colpi di scena, di cambi di ambientazione, di vero movimento: non per niente la storia inizia con Alicia, la protagonista, in bicicletta per le strade dell'Avana.
Ma il movimento di un romanzo, per quanto frenetico, è sempre minore di quello di un fumetto: per questo la scelta di Bacilieri, disegnatore di per sè dal tratto statico (statuario), è stata decisiva. Si crea un rallentamento della storia, in ogni vignetta, che si adatta proprio al ritmo di un romanzo veloce.
Il fumetto però non appare lento; perchè Bacilieri, da esperto del mezzo, disegna anche con i dialoghi e i baloon.

sabato 25 febbraio 2012

La parentesi


Élodie Durand, La parentesi, Coconino press, Bologna, 2011.
Prima edizione francese: La Parenthèse, Guy Delcourt production, Paris, 2010.

La parentesi ha vinto nel 2011 il premio rivelazione dell'anno del festival di Angoulême.
Il tema trattato è insolito, molto personale: ad un primo livello di lettura, si tratta del racconto della malattia avuta dall'autrice (epilessia, causata da un piccolo tumore nel cervello), presentato sotto forma di lettera alla madre. Le prime manifestazioni della patologia non sono fisicamente molto gravi, ma psicologicamente terribili: perdite di memoria, prima di pochi minuti e poi di giorni interi. Col procedere della malattia e della storia, l'autrice si trova a vivere in uno stato di quasi incoscienza, segnato da pochi sprazzi di lucidità: per questo, come viene chiarito nelle ultime pagine, il fumetto è anche un raccontare a se stessa quegli anni, e un tentativo di accettare la malattia, ormai superata grazie alle cure.

A un secondo livello, più generale e più profondo, il fumetto racconta del rapporto dell'uomo con la propria testa: l'epilessia e il tumore rendono questa parte del corpo, essenziale per noi ma non fondamentale per l'esistenza, qualcosa di estraneo alla persona.