venerdì 10 febbraio 2012

Liebster Blog

"Letteralmente, Liebster Blog, parola proveniente dal tedesco, significa blog preferito.
Ogni blogger che lo riceve deve consegnarlo ad altri cinque blog preferiti, con meno di duecento follower.
Il ricevente del premio dovrà ringraziare il blog che l'ha premiato e linkarlo.
Dovrà copiare e incollare l'immagine del Liebster Blog.
Scegliere cinque blog meritevoli con meno di duecento iscritti.
Avvisare i blogger con un commento sul loro blog."

Grazie a Mattia, che mi ha citato fra i suoi Liebster e ci ha messo anche una bella recensione, sono ora in preda alla più feroce ansia da prestazione.
E non solo! Dato che Liebster è una parola tedesca e ich spreche gern Deutsch, ho interpretato la cosa come segno del destino e ho deciso di continuare la catena. Cosa che non faccio mai, neanche con quella mail che mi avrebbe permesso di ottenere 36 ricette da amici vari e che mi sono totalmente dimenticata di inoltrare.

Ecco quindi qualche blogghetto che vi consiglio vivamente:

mercoledì 8 febbraio 2012

La nuova raccolta di PK


PK il mito - la raccolta cronologica completa. Volume I: le nuove origini, RCS, Milano, 2012.

Nel marzo 1996, ben sedici anni fa, usciva il primo numero di PK - o meglio, usciva il numero 0. Nei mesi successivi sarebbero usciti lo 0/2 e lo 0/3, e la me ragazzina si sarebbe definitivamente persa in questa nuova interpretazione di Paperino.
Già, il '96 fu l'anno delle innovazioni Disney: l'avvicinarsi del nuovo millennio doveva essere preceduto da un gran vento di cambiamento in redazione. Mentre Silvia Ziche cambiava la narrazione dalle pagine del classico Topolino, alla nuova idea di Paperinik venne riservato un mensile proprio: nuovo formato, simile a quello dei fumetti supereroistici, nuovi colori e nuova costruzione delle tavole, sfuggenti alla costrizione delle solite sei vignette. La storia aveva un'ambientazione ultramoderna e fantascientifica, e anche il personaggio di Paperino fu rivisto: come riportato nelle indicazioni date a sceneggiatori e disegnatori, il nuovo papero doveva essere "un vero eroe ricco di ironia e autoironia, che alterna egoismo e goffagine, divertente ma non ridicolo" (p.210 della nuova edizione RCS). Insomma, furono messi in soffitta i vecchi stivaletti a molla. E il tutto ebbe in realtà un grande successo, tanto di PK uscirono tre serie, dal 1996 al 2005: e la prima, Pk New Adventures (PKNA per i PKers, i lettori affezionati e al passo coi tempi), spianò la strada alle nuove serie Disney del 2000, W.I.T.C.H. in testa.

venerdì 3 febbraio 2012

Li romani in Russia

 
Elia Marcelli, Niccolò Storai, Li romani in Russia. Racconto di una guerra a millanta mila miglia, con prefazione di Simone Cristicchi e a cura di Marcello Teodonio, Rizzoli Lizard, Milano, 2010.


Dopo le figure retoriche di UWS, passiamo a qualcosa di più impegnativo: nientedimeno che un poema a fumetti. 
Un'opera del genere non è facile da realizzare: i discorsi diretti, quelli contenuti nelle nuvolette, sono ben poco adatti a fini poetici. Infatti, nel caso di Li romani in Russia, sarebbe più corretto parlare di poema illustrato, in forma di vignette e didascalie.

Si tratta per l'esattezza di un poema epico in ottave romanesche, pubblicato per la prima volta da Elia Marcelli nel 1988: una via di mezzo fra la grande epica di Orlando e i sonetti del Belli. Il tema è infatti la guerra, la campagna di Russia nella seconda guerra mondiale; ma il punto di vista, come nel caso delle più famose composizioni in romanesco, è quello della povera gente, dei soldati appiedati mandati a combattere. E' la storia del sottotenente Marcelli, che da quella campagna è tornato invalido e pacifista, dei commilitoni perduti, della popolazione sovietica e anche dei muli che accompagnavano le divisioni. La cronaca di una disfatta annunciata, come la compagnia già sospettava prima ancora della partenza da Roma: in Italia i soldi per fare la guerra erano finiti.

mercoledì 25 gennaio 2012

United We Stand


Simone Sarasso, Daniele Rudoni, U.W.S. United We Stand, Marsilio, Venezia, 2009.

 
L'anafora è una fra le figure retoriche più utilizzate nella letteratura italiana. E' facile da riconoscere: si tratta della ripetizione di una parola o di un gruppo di parole all'inizio di frasi o versi successivi. L'esempio classico è dall'Inferno di Dante:

"Per me si va nella città dolente,
per me si va nell'etterno dolore
per me si va tra la perduta gente." 

E' anche una figura molto efficace: secondo il Lausberg, bibbia della retorica, serve infatti "all'amplificatio emozionale".

Ecco, nel fumetto di Sarasso e Rudoni ci sono delle anafore, ma a me hanno fatto crescere solo l'irritazione. Perchè non sono figure retoriche, sono il riutilizzo della stessa vignetta per risparmiare matita e tempo, sperando che il lettore non se ne accorga.

venerdì 20 gennaio 2012

giovedì 12 gennaio 2012

Art Spiegelman a Torino


 Art Spiegelman è l'autore di Maus, la conosciutissima graphic novel che narra l'olocausto, vissuto attraverso le parole dal padre del narratore. L'opera è una delle pietre miliari del fumetto recente: è il libro che per primo ha reso evidente la forza narrativa del disegno sequenziale. In Italia è stato pubblicato prima da Milano Libri (in due parti, 1989 e 1992) e poi da Einaudi (2000).

E proprio Spiegelman sarà a Torino giovedì 19 gennaio, ospite del Circolo dei Lettori di via Bogino: ai fortunati spettatori terrà una lezione dal titolo "What the %@&*! happened to Comics?", sulle potenzialità, il futuro e tutto il resto del fumetto.

mercoledì 11 gennaio 2012

Le regole del gioco



Will Eisner, Le regole del gioco, Kappa Edizioni, Bologna 2002
Edizione originale U.S.A.: The Name of the Game, DC Comics, 2001.


Si possono cambiare le regole del gioco? Sono fatte per essere infrante, per essere infrangibili? Ovviamente, dipende dal gioco. Quello di Will Eisner, secondo quanto detto dallo steso autore nell' "Introduzione all'edizione italiana", è il matrimonio: in realtà, in questo fumetto si parla di famiglia. Famiglia però intesa in senso civico e sociale, come primo tassello delle istituzioni sociali: e quindi, senza pretendere minimamente di toccare l'argomento, Eisner parla in realtà delle regole della nostra società.